L’acqua riveste da sempre un’importanza capitale per la vita, specialmente per gli scrittori biblici che vivevano in territori difficili per la sopravvivenza perché carenti di questo bene prezioso. Nella Bibbia l’acqua, secondo il ruolo che ricopre nel contesto in cui è citata, diminuisce di quantità, passando dall’Antico al Nuovo Testamento (dalle cataratte primordiali allo zampillo uscito dal costato di Gesù) e assume principalmente questi significati:
Significato | Antico Testamento | Nuovo Testamento |
Forza cosmica Nella sua seconda lettera, Pietro afferma che la terra uscì dall’acqua grazie alla parola creatrice di Dio. Nel primo capitolo del libro della Genesi, infatti, si legge che Dio crea il mondo: la terra e quanto essa contiene (dal terzo al sesto giorno) trae origine dall’acqua (secondo giorno). Dio attua tutto ciò con la sua parola e secondo un ordine, controlla la creazione perché è sovrano (vedi punto 3). Gesùdomina il mare di Galilea in tempesta perché è Signore delle acque, e salva la vita agli apostoli. |
Gn 1, 6-10 |
2Pt 3, 5-6 Lc 8, 22-25 |
Vita Il paesaggio semi-arido della Terrasanta, le poche precipitazioni annue e la fatica nel trasporto fanno sì che gli abitanti di queste zone abbiano da sempre attivato una serie di espedienti per trattenere l’acqua e conservarla per sé, le coltivazioni e il bestiame. Le donne erano addette ad attingere acqua dal pozzo, le cisterne contenevano acqua per gli animali e la pulizia, le sorgenti salvano i viandanti dalla morte certa del deserto. |
2Re 18, 31 Es 15, 22-27 |
Giovanni 4 |
Morte A differenza dell’Olimpo greco e del Panteon romano che attribuivano un compito a ciascuna divinità, Dio nella Bibbia racchiude in sé ogni potere, permettendo ora acque calamitose (l’umanità peccatrice e il diluvio, la prima piaga d’Egitto, gli Egiziani e il Mar Rosso, Giona nella balena...), ora l’assenza della pioggia (per esempio, per bocca del profeta Elia o di Salomone>). Ma Dio è al tempo stesso il Signore della creazione e manifesta la sua superiorità sul male facendolo cessare con un comando. Egli infatti fa ritirare le acque in un unico luogo e, perfino nel caso del diluvio universale, trattiene la pioggia dal cielo e ricrea una nuova umanità. |
Gn 8, 1-3
Es 7, 14-25 Es 14, 27-29 Gio 2, 6-7 1Re 8, 35-36 Gc 5, 17-18 Dt 11, 17 |
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Purificazione L’acqua è l’elemento essenziale dei riti purificatori in Israele. Dio comandò di costruire una conca di rame con acqua per le abluzioni di mani e piedi prima di entrare nella tenda del convegno in cui era custodita l’Arca dell’Alleanza; nel Cenacolo, Gesù lavò i piedi degli Apostoli prima della cena. Pilato, al contrario, si lavò le mani per togliersi la responsabilità della morte di Gesù. L’acqua diventa anche il simbolo che evoca un intervento tutto divino, come nel caso del cieco di Siloe. |
Es 30, 18-21 |
Gv 9 Gv 13, 5 Mt 27, 24 |
Spirito di Dio Durante una festa dei Tabernacoli al Tempio a ricordo del miracolo a Meriba, Gesù annuncia che chiunque abbia sete dovrebbe venire a lui e bere; fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo cuore. Quest’acqua, dice l’evangelista Giovanni, è lo Spirito Santo, quello che scaturisce dal costato di Gesù in croce e verrà effuso nel battesimo. |
Nm 20, 2-13 | Gv 7, 37-39 |
Battesimo La parola greca βαπτíζειν (pronuncia /baptízein/) significa immergere nell’acqua. L’acqua rende possibile il bagno purificatore dell’anima e comunica lo Spirito di Dio donando a chi si accosta a tale rito l’ingresso nella famiglia di Cristo e una vita nuova. Dal colpo di lancia inferto al corpo di Gesù sulla croce scaturì sangue e acqua; il primo è simbolo dell’Eucaristia, la seconda del Battesimo. |
Gv 19, 34 1Cor 6, 11 |
Le citazioni bibliche sottolineate sono quelle utilizzate nella Scheda B.